21.5.03

E' un periodo intenso questo, e quello che sta per iniziare - giugno in particolare - non si prospetta affatto più leggero: esami e stage per otto ore al giorno, roba che quando l'ho detto a Simona, la mia "collega", che sarei stata lì a tempo pieno per giugno, metà luglio e settembre, ha lasciato tutto quello che stava facendo, ha alzato lo sguardo e mi ha detto una cosa tipo "ma tu sei pazza!". Sì, in effetti è dura, ma per ora mi piace questa cosa. Mi piace perchè imparo sempre qualcosa di nuovo, quelle cose che a scuola non ti insegnano seppur basilari. E allora questo è un modo per rifarmi. E poi per ora tutti i lavori che mi son stati affidati mi son piaciuti. Per ora.
Mi sento bene insomma, anche se forse è meglio evitare di urlarlo.

E sono felice perchè forse da qualche parte sta rinascendo un'amicizia. Grazie.

7.5.03

Dimenticavo...
Per il maggio musicale, lunedì scorso son stata a vedere gli Ska-p a Milano: non un concerto che rimarrà nella mia storia personale, anche se ammetto che non mi è dispiaciuto. Ma io nn amo il pogo e lì era pogo.bastardo, come lo chiamo io, che invadeva l'intero MazdaPalace...
Prossimamente, invece presenteremo - forse - un nuovo concerto dei Nomadi, un altro dei Subsonica e il mio primo concerto dei Matrioska.
io non è che volevo farti innervosire, ci mancherebbe altro...
Però anche tu, una micro-risposta me la potevi anche dare, no?

30.4.03

Lunedì inizierò uno stage di tre mesi presso un'azienda. Mi "occuperò" della contabilità e cose simili. Sono emozionata all'idea, ed anche un pò impaurita. Eh sì, perchè son convinta che anni e anni di studio non siano una garanzia. Dopo 3 anni di economia, io non ho mai visto una fattura, un libro mastro, un registo iva, un bilancio. E allora questi tre mesi rappresentano il passaggio tra la teoria e la pratica, no? Spero sia una bella esparienza, spero di nn accorgermi di nn sapere nulla, spero siano tre mesi stimolanti.

25.4.03

Perchè ritorno a scrivere qui dopo tutto questo tempo non lo so di preciso.
Dopotutto non devo spiegazioni a nessuno, non devo portare giustificazione firmata dalla mamma per l'assenza, no?
Una volta Guccini ad un suo concerto disse qualcosa tipo "uno scrive solo quando è triste. Quando si è felici non è che ci si ferma per scrivere una canzone" e non c'è che dire: ha ragione. Non è un caso che in un momento così di merda abbia deciso di scrivere qui. E' uno sfogo bello e buono, e non sto neppure qui a cammuffarlo. Mi sento invisibile. Inutile. Hai presente un qualcosa che non lascia alcun segno? Una cosa indifferente? Ecco sì, indifferente. Avrei volgia di parlare con la Lau, di passare una bella serata di quelle dove si parla e si parla. E' da un sacco di tempo che non lo facciamo: Maurizio è sempre lì. E Maurizio è il ragazzo suo, non il mio: non mi va di parlare di certi fatti miei davanti a lui. Però se lei non ne sente la necessità, io non vado certo lì a dirle stasera non esci con lui perchè esci con me. Non mi passa neanche per l'anticamera del cervello. E poi anche lei ha i cazzi suoi, con quell'orrendo lavoro e con lui che ogni tanto se ne esce con qualche sua cazzata. E poi c'è G che non lo so cos'ha: sono giorni che non risponde ai (pochi) sms che gli mando, nenache una micro-risposta agli auguri per Pasqua. E allora arrangiati, che io non ti cerco più, neppure se mi fa male non sentirti. E Paola? Ti chiamo dal mare, eh? Sì, come no..Mi sento come abbandonata. So che posso sembrare patetica, ma è un periodo in cui intorno a me vedo felicità pura e alla gioia per queste persone si unisce - lo ammetto - un pò d'invidia.

23.3.03

In tv, una «bomba» Cia contro Bush
La Ts1, emittente della svizzera italiana, manda in onda le false verità del presidente Usa

Giovedì scorso, 13 marzo, la televisione della Svizzera italiana, Tsi1, ha mandato in onda Falò, un contenitore informativo sulla scottante attualità in prima serata, subito dopo il tg. Tra gli altri servizi ne viene presentato uno dal titolo Cia-Bush: come ti manipolo i servizi, a cura di John Goetz e Volker Steinoff. Dieci minuti stringati e spaventosi. Spaventosi perché presentano le testimonianze di tre ex agenti della Cia: Ray McGovern, Robert Baer e David McMichael. McGovern era stato a suo tempo anche stretto collaboratore di Bush padre. E racconta come dopo l'11 settembre l'agenzia sia stata sollecitata a trovare collegamenti tra gli attentati negli Usa e l'Iraq. L'intelligence indaga, ma non trova alcunché. E lo riferisce nel suo rapporto ufficiale al presidente. Ma George W. non se ne cura, anzi parla pubblicamente di collegamenti provati. E si prosegue, la Cia deve trovare le prove di armi di sterminio di massa in possesso di Saddam Hussein. Nessuna prova ma Bush legge il rapporto ufficiale e ne rovescia pubblicamente il senso. Terza sollecitazione: Saddam e l'atomica. L'intelligence dice che ci stanno lavorando ma che non potranno averla prima della fine del decennio. Poco importa, con il supporto della disinformazione televisiva, con Fox News in testa, si fa credere agli statunitensi esattamente l'opposto.

Intervistate le persone della strada si dicono infatti certe che Saddam sia implicato nella tragedia dell'11 settembre, che possieda armi di sterminio di massa e che possa usare le tante atomiche che detiene. Ma gli ex agenti Cia si spingono oltre. Visto che i loro rapporti basati sui fatti erano considerati insoddisfacenti, raccontano che Rumsfeld ha organizzato una sua squadretta speciale di intelligence. Non formata da agenti ma da incompetenti totali in termini di raccolta di informazioni, abili però nel manipolare e comunicare falsità rendendole credibili. Giornalisti, avvocati e comunicatori che hanno sostituito la Cia (che non è proprio un'istituzione neutrale) per costruire il clima adatto all'attacco.

In pratica la linea del presidente e del suo staff era già decisa, ai servizi spettava solo di fornire le prove per rendere plausibile la volontà di guerra. Non avendo trovato quelle prove si è giocato di manipolazione. Con falsità dichiarate, esplicite. Dieci minuti a loro modo formidabili nella capacità di mostrare documenti, assemblare date, mostrare distorsioni e raccogliere testimonianze. Nessun dibattito, solo i fatti raccontati dai protagonisti. Ancora increduli di fronte al comportamento del proprio governo. Governo che hanno servito probabilmente sobbarcandosi anche lavori sporchi visto che operavano sul campo. Sporchi non a sufficienza per i disegni di guerra di George W. Bush.

Se già il servizio è una piccola bomba, stupisce ancor più il vederlo presentare in prima serata, dal conduttore e autore del programma Aldo Sofia senza grandi discussioni, tra un servizio dal titolo La volpe e l'uva, sul merlot ticinese e L'ultima cena di ötzi, la mummia alpina. Forse è la lezione che viene da secoli di neutralità e non belligeranza, anche se sappiamo che non sempre le scelte confederali sono state limpide. Ma è soprattutto una piccola lezione di grande giornalismo. Laddove ci si affanna come se una guerra fosse solo una questione ideologica, qualcuno va alle fonti, trova informazioni di prima mano, raccoglie testimonianze e organizza un servizio coi fiocchi. Peccato che in Italia non si veda la tv svizzera.
da Il Manifesto del 21/03
ANTONELLO CATACCHIO
STEFANO BENNI PER IL MANIFESTO

LETTERA
Da un vecchio amico
STEFANO BENNI
Caro George e cari Tony e Josè Maria, questa lettera è personale. So che la servitù la aprirà e quindi tanto vale che dica anche: cari Berlusconi e Frattini.

Circa sessant'anni fa scappai da quel maledetto bunker di Berlino su un sidecar senza moto (il mullah Omar mi fa un baffo), e trovai rifugio in un paese sudamericano. In questo periodo in cui ho vissuto nascosto non ho sofferto per la guerra persa, ma per la fine di un sogno. Ho temuto che la sordida propaganda dei vincitori potesse cancellare il meraviglioso mito della razza eletta, e di un paese superiore agli altri. Per anni solo poche minoranze hanno difeso questo ideale. Vedervi oggi incarnare lo spirito di quei giorni dolci e terribili, mi ringiovanisce di mezzo secolo.

Sono vecchio, e solo le cure assidue, trentatre lifting e cambi del sangue mi hanno tenuto in vita. Ma ne valeva la pena, per vedere finalmente in voi gli eredi del mio sogno.

George, tu e la banda di miei seguaci e ammiratori che ha preso in mano l'America, teorizzate giustamente la superiorità della razza americana, dei suoi interessi e del suo esercito sul resto del mondo. Nelle vostre vene scorre poca emoglobina tedesca, e vedo troppi negri che parlano ai vostri microfoni, e troppe sacche di democrazia annidate sul vostro suolo.

Ma io vedo in te la mia giovinezza, George W. Bush. Solo io e tuo padre sappiamo che quel W. sta per Wermacht. Ebbene sì, George, con un paio di baffetti e una divisa, sei uguale a me. Non devi urlare ai microfoni, le amplificazioni e i media sono migliorati, hai fatto corsi di recitazione e di look. Ma i concetti che esprimi te li ho insegnati io. E trovo molto bello che forse sceglierai il ventuno marzo per attaccare l'Iraq, proprio il giorno del mio ultimatum alla Polonia, la nascita della primavera nazista. Tony, sei un comunista di merda, ma anch'io all'inizio mi ero impantanato in idee socialiste, so che dietro alla tua aria da fighetto si nasconde un cuore da panzer, e che l'Impero Coloniale Inglese è per te un esempio incrollabile.

Josè Maria, tu sei un cretino. Tagliati almeno i baffetti e non pettinarti come me. Ma ho avuto un sacco di cretini nel mio esercito, ed erano quelli che obbedivano meglio.

In quanto a voi, camerati Berlusconi e Frattini, non siete certo come Mussolini. Lui amava il militarismo, voi siete degli imboscati a vita. Ma stare dalla parte dei più forti è nel vostro codice genetico. La vostra ipocrisia, la vostra mediocrità di statisti, il vostro essere servi dei servi , è parte integrante della peggior storia italiana. Date pure le basi e le ferrovie agli americani. Parteciperete al banchetto dei vincitori, avrete qualche attentato in meno e un barile di petrolio non ve lo negherà nessuno. Se verrà commesso quale crimine di guerra, riuscirete a fare una legge anche per quello. Se ci foste stati voi, il processo di Norimberga starebbe ancora passando da una sede all'altra.

Caro George, non preoccuparti se ti senti solo, anch'io lo sono stato. Sono sempre esistiti gli ebrei, i bolscevichi, gli zingari, gli arabi, e soprattutto i polacchi traditori come i Wojtyla, i negri come Annan e i traditori come Schroeder e Chirac. Feccia del mondo unita in quel covo di sordido meticciato etnico chiamato Onu. La diplomazia, diceva Goebbels, è il nome con cui le razze inferiori chiamano la loro paura. Ma ora è riapparsa sulla scena una razza superiore, e tutto questo sparirà nella spazzatura della storia.

George, so che tu non vuoi che mi mostri in pubblico, e questo mi rattrista. Ti ringrazio delle vecchie moto Zundapp che continui a regalarmi ogni compleanno. Non capisco anche i sessanta orologi d'oro in tre mesi, non è che saranno regali riciclati? Chi è quel deficiente che continua a regalarti orologi da polso, George, uno che ti ha preso per un polipo? Va bene, resterò nella mia privatsphere o privacy come dite voi. Ma state attenti. Non esagerate con le vostre bugie, con le parole preventivo e umanitario, le bombe intelligenti e federaliste, disarmare invece di aggredire, obliterare invece di uccidere. Potrei saltare fuori da un momento all'altro e apparire su qualche televisione. Chi non manderebbe in onda una videocassetta del fuhrer? Farei una aufsehenerregende audience, con un po' di fard, i baffi tinti e le luci giuste. Si fa così adesso, no? E potrei dire: cari telespettatori, anche se in passato abbiamo avuto qualche screzio, e io sono il Male e loro il Bene, questi sono i miei eredi, i miei continuatori. Saddam è una mia brutta sanguinaria copia, loro sono il modello perfezionato, i Robofuhrer del futuro. Forse non useranno tutti i miei metodi, forse si fermeranno prima, ma vi assicuro che alla base di tutto c'è la mia vecchia semplice lezione: il più forte deve dominare il mondo. I vostri esperti di comunicazione temono che con la mia faccia stravolta e gli stivali militari spaventerei qualcuno, farei apparire la violenza di ciò che sta accadendo, vi smaschererei del tutto. Ma forse siete già smascherati.

Vincerete, questo è certo. Il popolo iracheno ha imparato da Silvio Berlusconi che una grande felicità sta per abbattersi su di lui. Glielo cederebbero volentieri, un chilotone di felicità sulla sua villa di Arcore, ma non accadrà. Moriranno col sorriso sulle labbra. Forse avrebbero preferito un'altra soluzione per essere felici e liberi dal tiranno, ma voi non l'avete voluta fin dal primo momento. Avete coltivato Saddam come un fiore, e così questa commedia del disarmo. Siete ipocriti, bugiardi, e arroganti dall'alto della vostra potenza militare. Perciò mi piacete un sacco.

Vi accadrà di uccidere dei bambini iracheni (ahimè, succede, la guerra e la politica hanno sempre degli effetti collaterali imprevisti e spiacevoli, da Buchenwald ai Gulag, da Hiroshima alla prossima necessaria atomica). Ebbene, quando seppelirete questi bambini fate loro una carezza e dite: questa è la carezza di zio Adolf. Come sapete io amavo i bambini. E voi amate la pace, e l'Italia è un paese sovrano e questa non è una guerra d'aggressione. E poiché siete nel giusto, non la pagherete. Forse.

E' notte, e nel mio chalet tirolese in mezzo alla giungla guardo il tuo discorso alla televisione, George Wermacht Bush, e invidio lo stile e la pacatezza con cui comunichi a miliardi di persone quello che io dovevo urlare con voce rauca e gesti da burattino.

Ma l'anima è la stessa, e uguale è la fede in una razza eletta e nella superiorità militare come unica vera legalità. Sessant'anni non hanno consumato questo meraviglioso ideale.

Caro George, ti faccio i miei migliori auguri e spero che tu passi serenamente queste quarantotto ore. Ti perdono la Normandia. In fondo, è grazie agli errori che si cresce, e voi avete imparato la lezione. Con affetto, e basta orologi. Decidiamo noi che ora è.

Adolf HitlerCasella postale 4535Mato Grosso


Seconda puntata di Un medico in Famiglia e già Maria e il dottorino sono al punto dei giochi di sguardi, lei lo cerca, lui la cerca...dopo due puntate? No..non è possibile...

24.2.03

Dolce Nestlè, ti mangio o ti boicotto?, da L'unità

Latte in polvere, prodotti transgenici, politiche antisindacali, merce scaduta. Gli argomenti utilizzati in circa trent'anni di boicottaggio non sono pochi. Unicef, Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) il Sinodo dei vescovi anglicani, Mani Tese, i sindacati di mezzo mondo, L'Animal Liberation Front, il Baby Milk Action e la Rete italiana di boicottaggio hanno una cosa in comune. Almeno una volta hanno messo sotto accusa, invitato, criticato, giudicato direttamente o indirettamente l'operato della multinazionale svizzera Nestlè.

Ma cosa c'è di vero nelle requisitorie compiute da mezzo mondo contro l'azienda nata nel 1866, anno in cui il chimico tedesco Henri Nestlè inventò la farina lattea?

IL LATTE IN POLVERE
Argomento principe del boicottaggio contro il colosso alimentare è soprattutto la politica di marketing utilizzata per vendere latte in polvere. «L'Oms e l'Unicef stimano che la morte di circa un milione e mezzo di bambini - si legge su uno studio dell'Unicef - sui circa undici milioni che muoiono ogni anno, avvenga nei paesi a basso reddito per mancanza di allattamento al seno». Quattromila al giorno. Tre le cause di tali decessi la prima ragione è da ricercarsi nel costo del latte artificiale, che per una famiglia nigeriana, ad esempio, corrisponde al 50% circa del salario medio. Ragion per cui il latte viene diluito con troppa acqua, ciò che rende i bambini denutriti.

La seconda ragione per cui l'allattamento al biberon è fortemente sconsigliato da Oms e Unicef è la mancanza di igiene. L'acqua con cui il latte è preparato è spesso malsana ed è molto difficile sterilizzare biberon e tettarelle. Ma questo è solo uno dei motivi. Nelle società povere - sostiene l'Unicef - i bambini allattati artificialmente sono esposti alla morte 25 volte in più di quelli allattati al seno. A questi ultimi, infatti, vengono trasmessi anticorpi, ormoni, sostanze organiche che proteggono da infezioni più comuni, polmonite inclusa. Difese che i bambini acquisiscono nonostante vengano allattati da madri talvolta denutrite. I bambini del Terzo Mondo - che spesso non hanno possibilità di curare una polmonite o una semplice diarrea - hanno più probabilità di morire se allattati con il latte artificiale.

Colpa della Nestlè che è presente in 84 paesi con circa 500 fabbriche? E che si arricchisce anche con la vendita di latte in polvere? Beh, nessuno viene obbligato ad acquistarlo, si potrebbe pensare. Infatti, ciò per cui viene accusata la multinazionale elvetica non è di vendere latte in polvere, attività più che legittima. Ma di promuoverlo commercialmente violando le norme del Codice internazionale siglato nel 1981 dall'Oms, dall'Unicef. E di farlo, promuovendo l'uso del latte in polvere attraverso la pubblicità, facendo sconti sugli acquisti e distribuendo campioni gratuiti sia al personale sanitario che alle madri.

Già nel '78 al Congresso degli Stati Uniti, il senatore Edward Kennedy sollevò il problema. Vennero ascoltati professionisti del Sud del Mondo, dottori, infermiere che descrissero l'impatto negativo della pubblicizzazione del latte artificiale. I rappresentanti delle compagnie negarono di avere responsabilità. Solo negli anni ''80 Oms e Unicef formulano un protocollo d'intesa per la normativa sulla materia che venne approvato a stragrande maggioranza dall'Assemblea mondiale sanitaria. Gli Usa furono l'unica nazione a votare contro. Venne accettato anche dalla gran parte delle multinazionali alimentari, Nestlè compresa.

Eppure il boicottaggio della multinazionale si estende a macchia d'olio in tutto il pianeta. Motivo? La Nestlè viola il codice, rispondono Unicef e sostenitori della protesta che si raggruppano nell'Inbc (International Boycott Commitee). Non è vero, risponde la Nestlè. Ma nel 1997, un cartello di 27 organizzazioni tra cui Unicef e Save the Children riconosco la validità di un rapporto -"Cracking the Code"- col quale vengono dimostrate le ripetute violazioni del Codice da parte di 32 multinazionali tra cui anche la Nestlè. E due anni più tardi la conferma da parte dell'Asa (Advertising Standard Authority), ente pubblico preposto alla sorveglianza della pubblicità nel Regno Unito: per vendere il latte artificiale, la Nestlè non rispetta le regole.

«Trincerarsi dietro il paravento del libero mercato è ridicolo oltre che assurdo: con la stessa giustifiazione si è trasformato il Terzo mondo è una pattumiera. La Nestlè spaccia per aiuti la sua scorretta politica di marketing», va giù duro Dijbrill Diallo, ex consigliere speciale dell'Unicef. Sicché il boicottaggio si diffonde anche in Italia dove il colosso alimentare riceve l'ennesima mazzata.

L'Antitrust la condanna insieme ad altre imprese per aver formato un cartello mirante al controllo dei prezzi. Un brutto colpo che i vertici della multinazionale svizzera non accettano di buon grado. Tanto che poco dopo si appellano al Tar del Lazio. Il quale, nel giugno del 2001, risponde: è respinto il ricorso contro la sentenza dell'Antitrust. E su tutte le imprese condannate grave una sanzione: sei miliardi da pagare.

La rete internazionale del boicottaggio oggi non è ancora andata in pensione. «Anzi - risponde il pediatra Adriano Cattaneo, portavoce della branca italiana - continueremo a diffondere il boicottaggio perché riceviamo conferme che la Nestlè non ha ancora modificato i suoi comportamenti commerciali. Il 18 gennaio scorso, ad esempio, il British Medical Journal, una delle più prestigiose riviste mediche, ha pubblicato i risultati di una ricerca nella quale si confermano le continue violazioni del Codice da parte della Nestlè in Togo e Burkina Faso. Non c'è da stupirsi se il numero dei nostri aderenti continua ad aumentare».

Ma per Alessandro Magnoni, uno dei portavoce della Nestlè Italia è falso. «La Nestlè rispetta le regole del Codice e ultimamente abbiamo anche installato in molte parti del mondo degli "Ombusdam", cioè uffici preposti alla segnalazione di eventuali violazioni del Codice».

OGM
Nel mirino di Greenpeace, gli organismi geneticamente modificati sono stati per anni oggetto di boicottaggi feroci. La politica sugli ogm, diceva un comunicato inviato da Nestlè a Greenpeace, era quella di escluderli dalla gamma dei loro prodotti. E un decreto del 1999 vietava la presenza di Ogm negli alimenti per neonati.

Ma quando sono usciti alcuni lotti del prodotto Alsoy 1 e 2 - latte artificiale - Greenpeace si è resa conto che tra gli ingredienti resi pubblici dall'etichetta comparivano gli Ogm. Così nel 2001 si sono incatenati ai cancelli di un magazzino dell'azienda svizzera per protestare contro la commercializzazione di prodotti ogm destinati ai lattanti.

«Arrivò il portavoce della Nestlè, Alessandroni Magnoni - racconta Luca Colombo, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace - che ci consegnò una lettera con cui l'azienda si impegnava a ritirare quei lotti geneticamente modificati». Un aiuto alla Nestlè arrivò, poi, nel settembre del 2001 con un decreto che consentì, ma soltanto nel latte, una soglia di tolleranza degli Ogm pari all'1% derivante da contaminazione accidentale. Un margine di libertà, dunque, per le aziende di latte artficiale, messo tuttavia in pericolo da una sentenza del Tar Lazio che stabilì: la soglia dell'1% di Ogm deve essere indicata nell'etichetta.

«Noi ci attieniamo alla legge - dice Alessandro Magnoni - ed essendo una decisione amministrativa quella Tar non abbiamo ritirato i nostri prodotti. Aspettiamo di conoscere la decisione del Consiglio di Stato al quale ha fatto ricorso il Ministero della Salute impugnando la decisione del Tar». Ma la Nestlè, oggi, fa uso di ogm nei suoi prodotti? «Certamente, anche se usano un doppio standard - dice Colombo - li levano in Occidente e li rimettono nel Sud-est asiatico». Magnoni lo nega. Almeno per quanto riguarda l'Italia. «In Italia e in Europa non utilizziamo ingredienti, materie prime o additivi geneticamente modificati. Se all'estero la legislazione lo consente, perché no?».

LE ULTIME NOTIZIE DAL MONDO
Arrivano nel novembre del 2002 quando il senatore colombiano Jorge Enrique Robledo Castillo, denuncia nella sessione plenaria del Senato, presentando un ampio rapporto del Das (Dipartimento amministrativo di sicurezza), il sequestro alla Nestlè di 8094 confezioni da 25 chili ognuno di latte in polvere della marca "Conaprole" di produzione uruguayana, le quali secondo il Das, risultavano scadute da parecchio tempo. Il sequestro fu eseguito perché si stava riconfezionando e rietichettando il carico con adesivi che riportavano la scritta "Nestlè...fabrica de Bugalagrande". Il proprietario dell'azienda dove si stava realizzando il comportamento illecito, Rodrigo Hosco Rodas, affermò di essere stato incaricato del trasporto dei prodotti della Nestlè de Colombia e del loro immagazzinamento e che la società lo riforniva delle scatole e delle etichette affinché fossero riconfezionati e distribuiti alle fabbriche della Nestlè di Valledupar e Buga. «La mercanzia - si legge nel rapporto del Das - risultava immagazzinata da circa sei mesi». E che il carico appartenesse alla Nestlè fu riconosciuto dallo stesso incaricato del settore logistico e rappresentante della Nestlè di Buga.

Chiamati a rispondere sua alcune vicende internazionali, tra cui anche quella colombiana, da Ginevra un portavoce della Nestlè fa sapere che non intendono tornare a parlare di fatti già avvenuti. Come quello dell'Etiopia a cui l'azienda alimentare ha fatto causa chiedendo un indennizzo pari a 6 milioni di dollari per l'esproprio di una fabbrica avvenuto nel 1975. Accusata di chiedere un risarcimento "indecente" a un paese che muore di fame, il sito web della comagnia viene inondato di messaggi di protesta. Dopo alcuni giorni il colosso alimentare fa sapere di aver chiuso chiuso un accordo accettando un mini risarcimento da parte dell'Etiopia e di destinare la quasi totalità della somma alla lotta contro la carestia. Ogni tanto un po' di "refacing" (come vengono chiamate nelle mega corporations le operazioni d'immagine) bisogna pur farlo.

21.2.03

«Le immense manifestazioni di pace intorno al mondo nello scorso fine settimana ci ricordano che vi sono due superpotenze in questo pianeta: gli Stati Uniti e l’opinione pubblica del mondo, nuovo tenace protagonista della politica».
The New York Times, 17 febbraio

Arrivare al punto in cui un sms ha il potere di farti cambiare umore è grave?
ALMENO CREDO
Credo che ci voglia un dio ed anche un bar
credo che stanotte ti verrò a trovare per dirci tutto quello
che dobbiamo dire o almeno credo

Credo proprio che non sia già tutto qui e certi giorni invece
credo sia così credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire
a questo credo

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni credo che ognuno
si faccia il giro come viene, a suo modo
qua non c'è mai stato solo un mondo solo
credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore credo
se ti serve, chiamami scemo
ma io almeno credo
se ti basta chiamami scemo che io almeno

Credo nel rumore di chi sa tacere che quando smetti di sperare
inizi un po' a morire credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori o almeno credo
credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave e che ogni verità può fare bene o fare male

Credo che adesso mi devi far sentir le mani che a quelle credo

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni credo che ognuno
si faccia il giro come viene, a suo modo
qua non c'è mai stato solo un mondo solo
credo a quel tale che dice in giro che l'amore chiama amore

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni credo che ognuno
si faccia il giro come viene, a suo modo
qua non c'è mai stato solo un mondo solo
credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore credo
se ti serve, chiamami scemo
ma io almeno credo
se ti basta chiamami scemo che io almeno

20.2.03

Sabato sono stata a Roma. E questo già lo sapete.
Da sabato però non ho scritto neppure mezza riga, innanzitutto per colpa dell'esame di domani (sono stufa di studiare) e poi perchè..
perchè ulla manifestazione è già stato detto tutto e anche di più, già in tanti hanno scritto quello che avrei voluto dire io e cioè che la cosa più bella da vedere è stata la presenza di tutti quei giovani, quelli che i sondaggi dicono che non gliene frega un cazzo del mondo che gli gira intorno e che basta che vanno in disco il sabato sera, che prendono qualche pasticca e poi corrono in autostrada e allora sì che si sentono bene e realizzati. E invece di quei giovani ce n'era un'infinità, io stessa sono uno di quei giovani da sondaggio. E' bello vedere tanta gente unita sotto un ideale, che poi è un signor ideale quello della pace, ed è bello vedere che tanta gente ha chiesto un giorno di ferie, ha lasciato la famiglia, ha fatto ore e ore di pullman o treno peer poterci essere, per poter far capire a chi comanda come la pensa..
....già..
peccato che a loro, ai signori della guerra, di quelle manifestazioni poco e niente sia importato.
Domenica mattina ho letto sul Corriere che il vice di Pera le ha definite una bella buffonata. E quelche altra stronzata simile è stata detta da quelle due volpi che sono Bossi&Fini. E non vi nascondo che io mi sono sentita offesa. Come si permettono? Dopotutto loro sono là perchè noi (...) li abbiamo votati, se no potevan stare in fonderia con mio papà fino alla pensione (cioè fino al miraggio della pensione). E anche se quel cretino leghista fa un ragionamento tipo "tanto quelli che mi hanno eletto in piazza non c'erano", si sbaglia di grosso. Perchè quelli contrari alla guerra, mi spiace per lui, ma sono anche da cercare tra chi ha votato la premiata ditta BerlusconiFiniBossi. Mi dispiace distruggere i suoi sogni, On. (bleah!) Bossi, ma è così.
E quell'altro simpatico di Berlusconi, dove lo mettiamo? O Bush? E Blear? Tutti che urlano a gran voce di nn volere la guerra, di non cercarla, di fare sforzi disumani per evitarla e contemporaneamente si accordano per avere le basi di questo e di quello e inviano uomini e mezzi (nn pizze e fichi!) in quelle regioni.
E allora io mi chiedo se ci prendono per scemi o che cosa...

14.2.03

Qui trovate il percorso animato della manifestazione di domani

13.2.03

Mtv "festeggia" oggi il SubsonicaDay con un live di presentazione del nuovo Controllo del livello di rombo, alle 20 a Supersonic.